L’informativa del ministro Matteo Piantedosi sugli scontri a Torino per il caso Askatasuna. Le durissime parole del titolare dell’Interno.
Giorgia Meloni ha già condannato quanto accaduto a Torino con gli scontri durante la manifestazione pro Askatasuna. Adesso, nel corso della sua informativa alla Camera, anche il Ministro Matteo Piantedosi non ha avuto certo parole più leggere. Anzi. Il titolare dell’Interno ha parlato apertamente di “resa dei conti con lo Stato“.

L’informativa alla Camera di Piantedosi dopo scontri a Torino
Si è svolta in queste ore l’informativa alla Camera del ministro Matteo Piantedosi a seguito degli scontri a Torino. Il titolare del Viminale ha fin dal principio voluto rendere omaggio agli agenti feriti, e le sue parole sono state accompagnate da un applauso bipartisan. I deputati presenti si sono alzati in piedi per onorare il lavoro svolto dalle forze dell’ordine.
Lo stesso Piantedosi ha detto che il “grande lavoro svolto ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti”. E ancora: “Il Ministero dell’Interno aveva disposto l’invio di una rilevante aliquota di rinforzo – circa 1.000 unità dei Reparti delle Forze di Polizia – e, nello stesso tempo, sono state disposte attente misure di controllo del territorio e monitoraggio delle stazioni ferroviarie, dell’aeroporto, dei caselli autostradali e dei valichi di frontiera proprio per intercettare, con il supporto delle attività informative delle Autorità di Polizia dei luoghi di partenza, l’arrivo di soggetti noti per precedenti specifici”.
“Resa dei conti con lo Stato”. il duro commento
Il numero uno degli Interni ha aggiunto che il corteo di Torino in solidarietà ad Askatasuna sia stata una “resa dei conti con lo Stato”. Che si è trattato di una iniziativa che “era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una ‘assemblea nazionale’ presso l’Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell’antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No Tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica”.
Tra i vari passaggi del suo intervento, Piantedosi ha aggiunto: “iamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti”. Inoltre il Ministro ha spiegato che quanto accaduto, per certi versi, “richiama dinamiche squadristiche e terroristiche“.